Psiconcologia

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Supporto psicologico ai pazienti
oncologici e ai loro familiari/caregiver.

La diagnosi oncologica scaraventa l’individuo in una sorta di buco nero emozionale. Una confusione accompagnata da vissuti ambivalenti e dal senso del tradimento del proprio corpo.
Il supporto psicologico mira a dare stabilità all’identità della persona e restituirle centralità nella sua esistenza.

Nella crisi è importante cercare l’opportunità. Le crisi, come la scoperta di malattie gravi, sono drammatiche. Allo stesso tempo sono quei momenti in cui c’è il margine per cambiare. Accade qualcosa di talmente grande che scardina i soliti meccanismi adattativi che mettiamo in atto. È di fondamentale importanza riconoscere e mantenere la propria identità, nonostante le nuove limitazioni imposte dalla malattia. Comprendere come inserire sé stessi in un contesto che richiede un cambiamento di approccio alla vita e alla quotidianità.
Da un lato la malattia rimanda all’idea di vulnerabilità o di mancanza di controllo. È importante tenere a mente che dall’altro c’è la possibilità di scegliere come reagire: col rispetto verso noi stessi e la nostra personalità. La consapevolezza di sé è fondamentale in questo processo.

Le tematiche cardine di questo contesto sono di natura esistenziale. Comportano un confronto con alcuni elementi della propria vita che solitamente vengono ritenuti stabili:

  • il tempo e la programmazione del futuro,
  • la certezza di esserci,
  • l’esistenza del bene e del male,
  • il concetto di speranza
  • e infine l’esistenza in sé.
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Rimettere in contatto le emozioni con il pensiero è un modo per vedere la situazione da un nuovo punto di vista. Lo scopo è raggiungere maggiore consapevolezza delle proprie emozioni, accettarle e infine ritrovare il proprio ruolo e la propria identità.

La patologia oncologica riguarda l’intero nucleo familiare. La famiglia e la rete sociale sono fondamentali fattori di protezione rispetto all’insorgenza di stati psicopatologici (ansia, depressione, dist. dell’adattamento) e sono uno dei maggiori motivi di lotta alla sopravvivenza. La possibilità di condividere ciò che sta accadendo è, sia per il paziente che per i familiari, un’opportunità di alleggerimento e sollievo. Sapere di non essere soli. Sebbene l’incertezza della patologia oncologica renda complicato affrontare un discorso di cui si ha scarsa conoscenza, si ha tuttavia conoscenza degli stati emotivi che connotano tale momento. La condivisione di questi ultimi genera comprensione e vicinanza emotiva, incrementando così la qualità del tempo vissuto.

Quando la patologia oncologica toglie all’individuo tanti aspetti della vita che prima erano “sotto controllo” e inizia a violare la libertà individuale, l’ultima vestige di libertà che abbiamo è la nostra abilità di scegliere l’atteggiamento che utilizzeremo nei confronti delle limitazioni che causano sofferenza.

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Il tuo spazio di ascolto

In oncologia ci si confronta con una situazione particolarmente delicata che richiede accoglienza, ascolto, empatia e altrettanta delicatezza.